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August 25 Sulla (mia) vocazione laicaleE' un po' di tempo che i miei amici che mi conoscono di più mi avvicinano alla vocazione sacerdotale, ma a tal proposito ho maturato delle riflessioni.
A volte mi pare di percepire quel modo di pensare che porta a concludere che coloro che sentono una maggiore passione per Gesù, per la Parola di Dio e per il servizio alla e nella Chiesa siano chiamati a fare il sacerdote.
Sotto questo modus pensandi però rischia di esserci connessa una concezione di laico cristiano superficiale, non molto interessato o quantomeno "tiepido" e che non si voglia donare con tutte le sue energie.
Ebbene io è proprio questa concezione che voglio combattere nell'ordinario con la mia seppur modesta testimonianza!
Non capisco perchè non si possa avere un'attrazione particolarmente forte per Gesù e il Suo Vangelo, per la Parola di Dio intera, per il Magistero della Chiesa e per il servizio agli altri senza essere accostati (talvolta con certezza) alla vocazione sacerdotale!
Io intendo tutte le propensioni su elencate come un "must" di ogni cristiano che costituiscono certamente un indizio importante ed elementi necessari per una vocazione sacerdotale, ma non sono indizi dicriminanti ed elementi sufficienti affinchè ci sia effettivamente la chiamata al sacerdozio o al monacato.
Il comandamento "Ama Dio con tutto te stesso" è per tutti non per una cerchia ristretta di eletti perchè tutti lo siamo!
La chiamata alla Santità è estesa a tutti gli esseri umani non ad elementi scelti!
Quindi io deduco che tutto ciò che sono e che faccio non corrisponda a niente di più di chi vuole essere un autentico cristiano.
Io cerco solo di vivere il carisma e la spiritualità dell'Azione Cattolica al massimo delle mie potenzialità perchè sento davvero fortemente che questo è il mio carisma che valorizza ed amplifica le mie inclinazioni, dentro l'AC mi sento pieno e realizzato, sento che è il gruppo per me, tutto ciò che si prefigge come missione formativa ovvero suscitare l'amore per la cultura, l'interessamento alla vita sociale ed economica della propria città e del proprio Paese, alla vita della Chiesa locale ed universale, la consapevolezza che leggere i documenti della Chiesa sia importante per conoscere profondamente la realtà ecclesiale, oltre ovviamente la crescita nella fede, le sento come mie inclinazioni naturali.
Per tutto quanto sopra esposto sento di poter dire con fermezza e convinzione che ora la mia vocazione è l'Azione Cattolica e quindi il laicato!
Fermezza e convinzione che non ho se penso al sacerdozio o al monacato.
Questa seconda parte del post la voglio dedicare invece alla vocazione laicale in generale perchè è una vera e propria vocazione quella del laico come scritto nell'importante documento del Concilio Vaticano II sull'apostolato dei laici "Apostolicam Actuositatem" che dice che "è proprio dello stato dei laici che essi vivano nel mondo e in mezzo agli affari profani, sono chiamati da Dio affinchè, ripieni di spirito cristiano, esercitino il loro apostolato nel mondo, a modo di fermento" (cfr. Apostolicam Actuositatem n.2).
Quindi la condizione laicale ha un tratto caratteristico ed importantissimo in quanto è quella condizione che è più a contatto col mondo di tutti i giorni, col mondo non delle grandi questioni teologiche, filosofiche, etiche, politiche ed economiche ma col mondo dei ragazzi con problemi familiari, degli adulti difficili da coinvolgere, del lavoro che è un contesto dove la carità ha la strada sbarrata dal cinismo e dalla voglia di guadagnarci sempre e comunque anche a discapito degli altri, col mondo dei precari ai quali non viene rinnovato il contratto, col mondo degli atei e degli agnostici, col mondo dei poveri spiritualmente e materialmente, insomma col mondo reale col quale la Chiesa si deve misurare e dentro il quale rivelare la propria essenza di corpo mistico di Cristo e svolgere la Sua prima e vera Missione ovvero quella dell'evangelizzazione dei popoli. Proprio per questa notevole peculiarità della propria vocazione che il laicato non va preso sottogamba o considerato una, ecclesialmente parlando, sotto-condizione o sotto-vocazione; pertanto durante quel periodo di tempo che in gergo è chiamato discernimento vocazionale va considerata comunque importante la condizione laicale. Comments (1)
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